About me


« And what is to transcend? To realize that nothing is true and everything is permitted. That laws arise not from divinity but through fate. I realize now that our creed demands us not to be free, but to be wise.»
(from Assassin's Creed)

Enry o Enrychan, età compresa tra i 18 e i 1000 anni (fate vobis). Disegna fumetti. Ama le cose epiche. Ama Assassin's Creed. Detesta i pomodori e il pesce. Legge, scribacchia, frigna, fangirla, squittisce di tanto in tanto, distribuisce morsi a destra e a manca, ma se chiedete di lei è molto più probabile che stia dormendo da qualche parte.

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Finire BM Pilot...
...e farlo stampare!
Lucca Comics 2009 :Q__
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Ci sono delle volte che i disegni non vengono neanche se provi e riprovi decine di volte. E delle volte che le tavole escono da sole. E' bello quando escono da sole, sì. *_*v

// Edit del giorno dopo //

Fate attenzione! Ho una pistola e non ho paura di usarla...!!

....i lavori continuanoh.


blaterato da Enrychan di lunedì, 30 giugno 2008 alle ore 22:30 | link | commenti (9)







Troppo caldo per un commento adeguato. E Mantova in questo periodo è una città invivibile, per l'equazione laghi+30 gradi = non voglio assolutamente non mi sembra assolutamente il caso. Se giri di giorno per Mantova non sudi, grondi liquidi da tutti i pori. Ma amenità a parte, la mostra è splendida e va vista, se si ha la possibilità di farlo; è allestita meravigliosamente all'interno delle sale (anche quelle monumentali) di Palazzo Te, con i pezzi greci e romani che chiacchierano amabilmente con gli affreschi cinquecenteschi. Caramelle per gli occhi. Le opere presentate sono scelte in modo ponderato e mirato a un discorso coerente sull'arte greca, sul dualismo tra spirito apollineo e spirito dionisiaco, e sul rapporto stretto tra cultura greca e mondo romano.

Tutto molto interessante, tutto molto bello, sì. Finché un torso sublime non mi ha rubato il cuore, e uno sguardo di Ulisse non mi ha sciolta in lacrime.

E' stato molto imbarazzante.


blaterato da Enrychan di giovedì, 26 giugno 2008 alle ore 21:33 | link | commenti (4)








blaterato da Enrychan di mercoledì, 25 giugno 2008 alle ore 11:37 | link | commenti (6)







Ieri ho terminato il terzo capitolo con il lettering, ma in realtà il grosso del lavoro finale l'ho fatto l'altro ieri con DIECI ORE FILATE DI RETINOH NON CE LA FACEVO PIU' STAVO PER MORIREHHH. Sì ecco bene. Insomma, il risultato mi soddisfa abbastanza, anche se avendo cambiato un po' lo stile di disegno e parecchio quello di inchiostrazione, c'è una certa differenza rispetto alle tavole dei primi due capitoli. Oooh beh. Ora mi sono rimessa sul capitolo pilota di Nemo Cain Occidat, per la giuoia di Zen che saltella felice. Ma c'è eccessivamente caldo quindi in pratica disegno solo la mattina, guardando anime della mia infanzia su Youtube.è_é *sfaticata*

Ecco, io dovevo fare la spesa oggi pomeriggio. Beh. Diciamo che l'ho fatta. Non esattamente quello che si sarebbe dovuto comprare, ma pur sempre spesa è. No?é_è

Immagine di Ultime lettere di Jacopo Ortis

Immagine di Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

Immagine di Le affinità elettive

Immagine di Imperium


blaterato da Enrychan di lunedì, 23 giugno 2008 alle ore 20:01 | link | commenti (6)







Con Zen in modalità fanboy impazzito inauguriamo questo tagghino nuovo, che come scrittume immagino resterà per lo più inutilizzato: fandom poco ma buono! *C* Se vi salta in testa l'insana idea di fanartare o fanficcare sui miei manghini e volete comunicarmelo, io poi segnalo la cosa qui! Carina l'idea, no? °C°v

Kyakya~ *CCC*

In primis presentiamo una bellissima novel scritta da Zen sulla vecchia doujinshi di Nemo Cain Occidat, Deep Silence! Zen è fissatissimo con Nemo Cain Occidat, non chiedetemi perché.*_*b Orbene andiamo a incominciare senza por tempo in mezzo! Buona lettura!*_*

 

 

Deep Silence
by LoZeno

Tre buchi nel vetro. Tre dannati buchi che erano fin troppo indicativi della precisione della loro mira. Chad sterzò a destra violentemente per infilarsi in sgommata nel vicoletto a senso unico e mettere in difficoltà l'auto che lo inseguiva. L'idea era buona, la realizzazione purtroppo lasciò a desiderare: appena il suo mezzo mostrò il fianco agli inseguitori, due pallottole centrarono la ruota anteriore destra, e l'auto girò su se stessa due volte fino a schiantarsi di traverso al vicoletto.
Fu un turbinio di macchie nere e rosse che ballavano un rock acrobatico e scatenato. Mentre il mondo andava su e giù come una nave in tempesta, Chad diede una spallata alla portiera e rotolò fuori dalla macchina, insozzando il suo cappotto lungo nel fango creato dalla pioggia che, incessante, calava sulla città da due giorni. Sentì l'umidità filtrare negli stivali mentre si alzava e correva appoggiandosi alla parete di mattoni.
Cercò di alzare il braccio sinistro, ma questo si rifiutò di obbedire. Dietro di sé sentì la brusca frenata degli inseguitori, le portiere che si aprivano e le urla dirette a lui mentre cercavano di scavalcare l'auto che ostruiva il vicolo. “Vi pigli un accidente” pensò, mentre si guardava la spalla sinistra e il foro di proiettile che sanguinava all'altezza della spalla.
Giunto alla fine del vicolo, si lanciò con quanta forza aveva nelle gambe attraverso la piazza. Un'auto rischiò di investirlo, e da essa partirono clacson ed insulti. Il marmoreo e gigantesco fondatore della città lo scrutava sospettoso, dall'alto del suo piedistallo, stringendo il suo librone al petto come se temesse che Chad fosse un malvivente pronto a sottrarglielo. Chad sputò un saluto alla statua, mentre cercava di vedere oltre la fittissima coltre di pioggia avanti a sé, ed estrasse la pistola dal cappotto. Con la coda dell'occhio vide una rientranza tra due edifici alla sua sinistra e ci si lanciò dentro, stringendo la pistola in pugno e digrignando i denti per soffocare un grido di dolore quando il braccio ferito, inerte, sbatté contro il muro.
«Dov'è finito quello stronzo?» sentì gridare. Chad si guardò attorno, per individuare una via di fuga. La pioggia fitta lo aiutava, ostacolando la visuale dei tizi che lo inseguivano, ma gli era di impiccio per decidere dove andare. “Quelli sono tipi insistenti” penso, con l'amaro in bocca. Non si era parlato di questo, quando gli avevano assegnato l'incarico, e lui odiava gli imprevisti. “Un imprevisto, un extra,” era la regola dentro a Berith, “e questo merita un extra più che sostanzioso, che diavolo!” Decise di tentare l'effetto sorpresa: probabilmente i suoi inseguitori a quest'ora, non vedendolo più, avevano abbassato la guardia quel tanto che bastava a far loro sbagliare il primo colpo di pistola, e lui si era ripreso abbastanza dal capogiro da potersi permettere un altro scatto.
Chad controllò per bene il tragitto fino alla congiunzione con l'altra piazza, almeno per quel che la pioggia gli consentiva; poi, tamburellando le dita sull'impugnatura della pistola, inspirò a fondo, e si lanciò più veloce che poté in quella direzione. «Ecco lo stronzo!» urlò qualcuno alla sua destra. Chad allungò il braccio verso la direzione della voce e mormorò «Complimenti, hai vinto un orsetto!» prima di sparare due colpi.

Padre Robert si levò i paramenti e si sfilò la veste da cerimonia fischiettando un motivetto leggero. Fuori dalla canonica, grosse ed insistenti gocce di pioggia colpivano ripetutamente il vetro della finestra, e pochi lampi illuminavano tetramente la città. Il parroco aprì l'armadio e vi appese le vesti, sempre fischiettando, poi voltandosi disse con tono gioioso:
«Buona serata!» Chiuse le ante dell'armadio per poi stirarsi a lungo le braccia. Mentre si avvicinava alla porta della cucina si strofinò la mano sui corti capelli biondi e sbadigliò a lungo. «C'erano pochi fedeli alla messa di oggi,» riprese, «un vero peccato!» Padre Robert spense il fuoco sotto un pentolino in cui ribolliva dell'acqua, quindi andò alla dispensa in cerca di una scatola di tè. «Forse era per colpa del tempo. Anzi, quasi di sicuro!» continuò, guardando il crocefisso. «Magari potresti far smettere di piovere domani!» Sorridendo sotto ai suoi baffetti biondi sottili, intinse più volte la bustina del tè nell'acqua, mentre continuava il suo dialogo con il Cristo: «Non si possono biasimare più di tanto, in fondo. E' vero, questa chiesa è freddina, e con questo tempaccio se uno è delicatino di salute fa bene a starsene in casa al caldo... »
Un rumore improvviso, forte, come di un mattone che si spacca, fece sussultare il parroco. Padre Robert saltò in piedi e attraversò di corsa la canonica, dirigendosi verso la chiesa.

Un gargoyle osservava spazientito il cupo svolazzare del cappotto di Chad attraverso il piazzale sotto di lui. L'uomo salì la gradinata dell'imponente costruzione neo-gotica saltando i gradini a due a due. «Di là! Il bastardo è di là!» un proiettile rimbalzò contro uno scalino, troppo vicino per non convincere Chad a ringraziare la dea Fortuna della pioggia. Senza fermarsi, sparò gli ultimi colpi rimasti nella pistola per coprirsi l'ingresso nel portone.
«Ma non vi stancate mai, voialtri?» mormorò a denti stretti mentre attraversava il salone buio. L'eco dei suoi passi risuonava nella sala, che doveva essere molto ampia, e nonostante il battere incessante della pioggia riusciva a sentire gli uomini dietro di lui mentre salivano la gradinata. Quando i suoi occhi si furono abituati alla penombra, si accorse che stava correndo in mezzo a due file di panche di legno disposte ordinatamente e tutte rivolte verso la direzione in cui correva. Chad rallentò bruscamente quando si accorse che poco avanti, un po' sulla destra, torreggiava su di lui la statua di un santo barbuto, che lo guardava col capo storto in un'espressione di compassione (o compatimento?), e con le mani giunte in gesto di preghiera.
“Sono in una fottuta chiesa!” Pensò. Si guardò attorno cercando una via di fuga o un angolo in cui proteggersi. Mentre ancora girava su se stesso, sentì spalancarsi una porta a sinistra dell'altare, e voltandosi vide un prete smilzo e biondo, con dei buffi baffetti corti che gli tendeva la mano e gli faceva gesto di avvicinarsi:
«Vieni, da questa parte!» gli urlò il prete, col volto teso e palesemente nervoso, «Muoviti!» Chad corse verso di lui, strizzando gli occhi per cancellare il bruciore dato dal sudore che gli colava dalla fronte. Padre Robert gli appoggiò una mano sulla spalla, mentre con l'altro braccio teneva aperta la porta: «Di qua, corri! Vai verso destra, poi chiuditi dentro e...»
«Padre, ma lei è pazzo?» lo interruppe Chad, scostando la mano del prete dalla sua spalla, «Ma lo sa chi sono quelli?»
«Eccoti, piccolo bastardo!» squittì una voce rovinata dal troppo tabacco dietro di lui. Chad e Robert ruotarono di scatto, e videro tre uomini fermi al margine della penombra, tutti con le pistole puntate verso di loro. «Hai finito di correre come un pollo?»
“Effettivamente sì”, pensò Chad. Solo che oltre ad aver finito di correre, aveva finito anche i proiettili. “Ecco cosa si prova dall'altra parte della canna... posso scordarmi di morire tra le cosce di una donna.” Spacciato per spacciato, decise di giocare il suo ultimo bluff: alzò la pistola verso il più vicino dei tre, cercando di mantenere un sorriso sicuro. «Avete proprio tutta questa voglia di morire, stas...» Qualcosa fermò il movimento della sua pistola. Chad sussultò quando si accorse che si trattava della mano del pretino smilzo, il quale si stava frapponendo tra lui ed i tre assassini. «Padre!?» sussurrò, «Ma che diavolo!...» Il parroco allargò leggermente le braccia ed aprì le palme delle mani, coprendo completamente l'uomo ferito con la sua figura. I tre uomini ebbero un attimo di smarrimento, ed abbassarono leggermente le armi. Chad, che osservava la scena dalle spalle del prete, si ritrovò contemporaneamente a pensare ad una sequela di insulti rivolti all'idiozia di quel sacerdote e a ringraziare che al mondo esistessero ancora tali stupidi.
«Scusate se mi intrometto...» iniziò quasi timidamente padre Robert, «...ma cortesemente, posso chiedervi di non spargere sangue in questo luogo?» A queste parole, il più alto dei tre uomini armati si fece avanti tra i suoi compari sbraitando:
«Padre, levati dai piedi!» i suoi compari continuavano a tenere le armi puntate nel caso Chad avesse tentato qualche mossa azzardata; puntando la pistola oltre la spalla del sacerdote, il primo continuò: «Tu non hai nemmeno una vaga idea di chi stai difendendo!»
«Chi sto difendendo?» la domanda era genuina, non sarcastica. Sul volto di padre Robert era sparito il sorriso, ma l'espressione che aveva assunto era indecifrabile, né risoluta né spaventata, né allegra né infuriata. «A me pare molto ovvio: sto difendendo un uomo.»
«Basta!» urlò l'intruso, «questo è l'ultimo avvertimento!» Il criminale puntò la pistola contro la fronte del prete, spingendo come se avesse voluto far penetrare l'arma nel suo cranio. «Spostati, padre! O finirai a recitare il rosario direttamente in faccia alla Madonna!» Così dicendo spinse un'altra volta la fronte di Robert con la pistola. Questi però non si spostò: rimase a fissare la mano dell'uomo che lo minacciava con la stessa marmorea espressione. I denti dell'intruso scricchiolavano violentemente mentre costui lottava visibilmente dentro di sé contro un dilemma insormontabile.
Dopo un istante lungo come l'ultimo respiro di un morto, uno degli altri intrusi appoggiò una mano sulla spalla di quello che stava minacciando Robert: «Metti via il cannone, Liam...» gli disse, con la voce incerta, «nel piano non c'è spazio per un prete morto.» Liam abbassò la pistola con un sospiro, il volto ancora teso ed i denti stretti. Fece due passi indietro insieme al suo compare, mentre il terzo arretrava più lentamente sempre tenendo il prete e Chad sotto tiro. «Per ora questo bastardo se la cava,» disse l'ultimo intruso a Robert, «ma aspetta solo che faccia un passo fuori dalla tua chiesa... e bang!»
«Hai capito, stronzo?» rincarò la dose Liam, mentre usciva con il compare che quasi lo trascinava, «sporgi il naso fuori da questa porta,» sbraitò, indicando il portone con la canna della pistola, «e ti squarto come il porco che sei! Capito? Ti smembro! Ti stacco le palle, figlio di una troia!»
«Sempre a vostra disposizione, signori!» replicò Chad, alzando la voce per farsi sentire. Non appena fu sicuro che i tre assassini si erano allontanati, si mise di fianco a padre Robert e gli appoggiò la mano sulla spalla. Fu allora che si accorse che il corpo del prete tremava, quasi violentemente. Stupito, e un po' preoccupato, lo guardò in faccia, e vide che il prete stava piangendo copiosamente. «Oddio... Ma cosa...» Chad posò entrambe le mani sulle spalle del sacerdote mentre lo fissava per capire che gli fosse successo. Ma questi fissava un punto nel vuoto, come se non lo vedesse.
«Me la... me la sono fatta sotto...» riuscì finalmente a dire Robert, stringendo gli occhi per trattenere i singulti.
«Te la sei fatta...» Chad scattò indietro, guardandolo con l'espressione più stupita che mai gli fosse riuscita. «Ma prima... ma tu...» balbettò, indicando prima lui, poi alle sue spalle. La pistola gli cadde di mano, mentre riorganizzava i pensieri. Lentamente, cercò a tastoni dietro di lui la panca più vicina e ci si accasciò. Tutto poteva immaginare, tranne che un assassino potesse scambiare per coraggioso un prete pietrificato dal terrore. E soprattutto, mai avrebbe coscientemente affidato la sua vita a una situazione del genere.

«Finito.» Padre Robert si alzò per rimirare la sutura che aveva fatto alla spalla dell'uomo che aveva salvato. «Un lavoro perfetto, direi» commentò mentre tagliava il filo con le forbici; «dì quello che ti pare, ma sono proprio un bravo infermiere, non ti pare?» sfoderò il più smagliante dei sorrisi mentre guardava il suo paziente. Chad però non riusciva a ricambiare il sorriso; anzi, non riusciva neanche a guardarlo in volto. Il sacerdote però non ci badò, e continuò a parlargli in tono tranquillo, come se non avesse appena avuto una pistola carica puntata alla fronte: «Sei fortunato, è una ferita da poco: appena superficiale, e il proiettile non è rimasto dentro. Però domani dovrai vedere un dottore vero! Ti ci accompagno io, così sto sicuro che ci vai.» Chad lo scrutò alzando le sopracciglia: certo che più pazzi di così era difficile trovarne, perfino tra i preti.
«Quelli di prima,» disse, cercando di impostare un discorso serio con la persona meno seria di quella città, «hanno ragione. Lei non ha idea di che genere di uomo sia la persona che ha appena salvato, padre.»
«Perché? Sei per caso un V.I.P.?» chiese Robert, mentre metteva via il suo ago nella cassetta del cucito. Poi, mentre si sedeva, gli si illuminò il volto: «Ah, se è così, voglio il tuo autografo! Me lo fai? Lo appendo in canonica...» Chad abbassò il capo e chiuse gli occhi, in rassegnazione. Impossibile... quell'uomo era impossibile. Alzando il capo, vide la sua pistola appoggiata su tavolo di fianco al parroco, e gli venne un dubbio:
«Mi dica, padre,» iniziò, appoggiandosi allo schienale, «tutti i frequentatori della sua chiesa girano con una pistola?»
«Oh no, assolutamente no!» rispose quasi offeso Robert. «I pochi ma buoni frequentatori di questa piccola casa di Dio, fortunatamente, non sentono la necessità di portarsi dietro un'arma.» Robert prese la pistola e la esaminò da vicino. «Caspita! Pesa più di quel che mi aspettassi.»
«Eppure... non mi è sembrato per nulla sorpreso quando mi ha visto nella navata della chiesa con quella in mano. Dica, non è che ne usa una lei?»
«Ma va'!» la risata di Robert risuonò forte nella canonica. «Ma sentitelo! No, non mi azzarderei mai. Immagino però che sia normale per un professionista portarsi sempre dietro lo strumento del mestiere.»
«Professionista?...»
«Sì... il disegno del Sacro Cuore di Gesù, qui, sul calcio...» col dito indicò a Chad l'immagine impressa a sbalzo sull'impugnatura dell'arma, «...non è il simbolo che certi assassini usano da queste parti?» Chad si limitò a rispondere affermativamente: «Sì.» Non sapeva cosa aggiungere, e d'altro lato c'era ben poco da dire, il prete stava già parlando per conto di entrambi.
«Ah! Ho indovinato! Caspita, sono bravo a indovinare queste cose! Cosa ho vinto?» L'assassino si ritrovò il volto sorridente del prete a pochi centimetri dal naso, e sussultò sulla sedia, balbettando:
«Ma... ma... niente, cazzo! Anzi, proprio un bel cazzo!» urlò come se fosse infastidito. Per tutta risposta, il parroco si rizzò in piedi, con un'espressione di accusa, e indietreggiò verso il muro:
«Ma sei... veramente cattivo e maleducato!» In uno scatto si voltò verso il crocefisso appeso al muro, e indicando Chad col dito, strillò: «Fulminalo! Appena esce di qua, se lo merita! L'hai sentito!» L'assassino pensò di essere di fronte alla persona più folle del pianeta. “Parla al crocefisso, oh Gesù!” Come facesse a stare al mondo uno così...
I suoi pensieri furono interrotti dal brontolio del suo stomaco: tra il lavoro e la fuga per salvarsi la vita, aveva saltato la cena.
«Hai fame? Vuoi mangiare un boccone?» gli domandò Robert.
«No grazie. Era solo un tuono.»
«Bugiardo! A dire le bugie si va all'inferno, non lo sai?» “Come se dovessi preoccuparmi solo delle mie bugie” rimuginò Chad. «Bene bene,» continuò Robert, «mi è rimasto ancora un piatto di pasta, te la riscaldo!»

Mai invito a cena fu più bizzarro, bisognava ammetterlo. Tuttavia, Chad sentiva il bisogno di soddisfare la sua curiosità più che di riempirsi lo stomaco, e quindi si ritrovò a interrompere spesso il prete, il quale continuava a portargli in tavola altra roba da mangiare.
«Senta padre... parla spesso al crocefisso?»
«Certamente!» rispose Robert, con sicurezza: «Non voglio mica che Gesù si senta solo!»
«Ma scusi, le sembra normale?»
«Perché, non lo è?»
«Cazzo, no!» Chad batté il pugno sul tavolo, quasi infuriato dall'espressione del prete. «Sono i pazzi che parlano agli oggetti, Cristo santo!»
«Ehi giovanotto, piano con le parole! Non nominerai invano il nome del tuo Dio!» l'indice accusatore di Robert si fermò giusto un centimetro prima del naso di Chad. Questi si calmò, e scrollando le spalle ricominciò ad attaccare gli spaghetti con la forchetta.
«Oh beh... immagino che la sua comunità si sia abituata alle stranezze...»
«A dire il vero, sono arrivato qui da poco» rispose Robert sedendosi, «ed i miei parrocchiani sono ancora un po' confusi dal cambio di sacerdote.»
«Mi sa che li capisco bene. Sarò onesto, lei» Chad lasciò cadere la forchetta nel piatto «non sembra quello che si può definire “un buon prete”»
«Ah no? E perché?»
«Gli uomini di prima avevano ragione. Pur avendo capito che razza di uomo sono, ha deciso di salvarmi, ed ha impedito a quelle persone di fare giustizia. Pur sapendo cosa sono, ha evitato che andassi a rispondere a Dio di quello che ho fatto. Congratulazioni! Ora lo guardi» Chad allungò il dito verso il crocefisso sulla parete, appeso leggermente storto e con la colorazione scrostata in più punti, «e gli vada a dire che oggi ha salvato un assassino.» Robert si alzò ed andò sotto il crocefisso, per accarezzarne un braccio. Dopo un secondo rispose:
«Non ho dubbi che avessero ragione! Però, per quel che conta, avevo ragione anche io. E Gesù può confermartelo. Diglielo anche tu, Gesù: stasera non ho forse salvato un uomo?» Robert rimase di fronte al crocefisso, sorridendo, come se realmente si aspettasse una risposta. Chad poté solo rimanere a fissarlo, mentre rimaneva impalato di fronte al suo crocefisso scolorito e rovinato. Ma porsi altre domande su quel “prete” era inutile... avrebbe solo fatto del male al suo cervello. Guardò fuori dalla finestra la pioggia che ancora batteva forte sui vetri, violenta come una scarica di proiettili. Cercò di concentrarsi sul rumore della pioggia, per pensare il meno possibile a quel sacerdote che gli aveva salvato la vita. Perché sicuramente dopo quella sera quel prete era stato risucchiato nella sua storia personale, ed in futuro gli avrebbero fatto pagare qualche peccato commesso da Chad. E anche se si diceva che Dio può perdonare anche gli assassini, Chad preferiva non provare sensi di colpa.


blaterato da Enrychan di giovedì, 19 giugno 2008 alle ore 11:35 | link | commenti (7)







Io devo vedere questo film devo devo devo. Lo voglioh. Lo desideroh. Ne ho bisognohhh. Gaaaah.=çççç=

Ah sì, dimenticavo. Ho visto quest'altro film qui.
Uhm. XD
[Niente spoilers, tranqui]
Comincio col dire che nella mia lungimiranza mi ero debitamente procurata un paio di biglietti gratis. Cioè, non esattamente gratis ma quasi. Nel senso che avrò una riserva di tonno per i prossimi tre anni, MA INTANTO SONO ANDATA AL CINEMA SENZA PAGARE!!çOç Kyaaa!çOç  Ho estratto i magici bigliettoni con su scritto a caratteri cubitali RIO MARE e quelli hanno fatto accomodare me e zen senza sborsare un euro. Che sensazione meravigliosa, dovrebbe essere sempre così. Ci vorrebbero dei bigliettoni con su scritto RIO MARE per tutto. Comunque sono contenta sia di aver visto il film sia di non aver pagato per vederlo. Perché se da una parte Indy è stato uno degli eroi nonché dei grandi amori della mia infanzia, dall'altra questo episodio della serie è una emerita cagata. XD Cioè, non che non lo fossero anche i precedenti. Più o meno sono tutte cagate. Ma i primi tre erano cagate con stile!çOç <<ci crede un tot.
Questa invece è una cagata punto e basta. Però carina. Cioè, ci sono delle trovate divertenti, e poi il ragazzino a fianco di Indy, di cui diffidavo grandemente, si è rivelato invece un personaggino piacevolissimo e spuccevolerrimo. Me lo sarei sbaciucchiato tutto, piccolino amore della mamma.çOç<3

Sì, ecco, fine. Ehi, lassù, la smettiamo sì o no di piovere? è_é *fiiix cielo con sguardo minaccioso*


blaterato da Enrychan di martedì, 17 giugno 2008 alle ore 23:13 | link | commenti (14)







«Se oggi il mio maestro Mavrudis fosse a Roma potrebbe condurre a scuola tutti i nostri "geni" modernisti ed insegnare loro che prima di essere cézanniani, picassiani, soutiani o matissiani e prima di avere l'emozione, l'angoscia, la sincerità, la sensibilità, la spontaneità, la spiritualità, farebbero meglio ad imparare a fare una buona e bella punta al loro lapis e poi con quella punta cercare di disegnare bene un occhio, un naso, una bocca o un orecchio.»
(Giorgio de Chirico)

Grazie, Dio, per averci fatto dono di persone sensate, di tanto in tanto (e, no, non ho nulla contro cézanniani, picassiani, soutiani e matissiani - se non capite che cosa intendo dire io o intendeva dire il signore di cui sopra, che minchia ci state a fare nel mio blog?*_*).

Oh no, così farò di nuovo la parte della cattiva di turno. Merda. Ah! No, volevo dire... acciderbolina. Non bene, non bene. Mi sto sempre più accorgendo che al di fuori di una ristrettissima cerchia di persone che più o meno mi conoscono, in un modo o nell'altro finisco sempre a recitare il ruolo della stronza. Sì, voglio dire, è anche possibile che lo sia, indubbiamente. Ma non così tanto!!;_;
Finora ho scoperto che le persone

1) mi trovano spaventosa. Il che è assurdo, a ben pensarci. Sono piccina (ma supero Hyar di ben sei centimetri, attenzione), tondeggiante e porto gli occhiali. Su su, non sono questa creatura mangiauomini che credete (anche se ultimamente azzannerei parecchi uomini; solo che non sto parlando di assassinarli. Le donne per ora sono al sicuro).

2) Mi trovano incredibilmente intelligente, in pratica una essenza sovrannaturale, l'Idea platonica dell'umano intelletto. Ehi, me la cavo anche, ma giuro di non incenerirvi con un raggio laser psichico non appena vi avvicinate a meno di cinque metri dalla sottoscritta. Dico davvero. Al massimo posso lanciarvi il mio leggendario Supremo Attacco Luminoso dei Congiuntivi. Perché secondo me il 98% della mia immagine pubblica è costituita dai congiuntivi: devono essere terrorizzanti a vedersi. Una persona che USA CORRETTAMENTE I CONGIUNTIVI!!°CCCCC° Ma è MOSTRUOSOH.°CCCCC° Ora, lo indovinereste mai? i congiuntivi fanno parte della vostra lingua madre! Potete usarli ANCHE VOI (sempre che sappiate più o meno di che si tratta, ovviamente)! Yeeee festeggiamo!!\°C°/

3) Mi trovano bastarda e antipatica, e su questo punto in effetti ho ben poco da obiettare.

Se volete aggiungere qualcosa all'elenco siete i benvenuti. Wow, mettiamoci pure che dopo questo post molti mi troveranno ancora più stronza, bastarda e antipatica. Vabé, quando uno ha un destino. Però io non sono cattiva, davvero.ç_ç Credetemi.ç_ç Mi credete?ç_ç


blaterato da Enrychan di martedì, 10 giugno 2008 alle ore 13:54 | link | commenti (20)







Mini-preview di BloodyMoon Pilot Arc, capitolo 2, pagina 7! :D

 


 

Here I stand, helpless and left for dead

Close your eyes, so many days go by
Easy to find what's wrong
Harder to find what's right

I believe in you
I can show you that I can see right through
All your empty lies
, I won't stay long
In this world so wrong

Say goodbye,
As we dance with the devil tonight
Don't you dare look at him in the eye
As we dance with the devil tonight

Trembling, crawling across my skin
Feeding your cold, dead eyes
Stealing the life of mine

I believe in you
I can show you that I can see right through
All your empty lies
, I won't last long
In this world so wrong


Say goodbye,
As we dance with the devil tonight
Don't you dare look at him in the eye
As we dance with the devil tonight

Hold on
Hold on

Say goodbye,
As we dance with the devil tonight

Don't you dare look at him in the eye
As we dance with the devil tonight

Hold on
Hold on

(Dance with the Devil, Breaking Benjamin)


blaterato da Enrychan di sabato, 07 giugno 2008 alle ore 09:24 | link | commenti (4)







Mini-preview di BloodyMoon Pilot Arc, capitolo 2, pagina 6! :D

Ho decisamente troppe cose in ballo. Per un motivo o per l'altro sto dando la precedenza a BloodyMoon Pilot, che procede in modo abbastanza spedito, ma in compenso il povero capitolo pilota di Nemo Cain Occidat (per le tavole da manga professionali ringrazio MangaEden) è spesso e volentieri dimenticato in un angolino. Comunque sia mi piace tornare a disegnare a mano ogni tanto, anche perché si risparmiano diversi crampi nonché infiammazioni varie al callo dello scrittore. Olè. Mi si sta consumando la punta della penna della Wacom, e questo è Male, molto molto Male. Ma siccome non ci basta mai, ieri ho schizzato una Amarie, venuta così carina che avrei deciso di farci su un'illustrazione. In futuro. Forse. Magari. Può essere. In ogni caso sono partita dall'idea di farne una versione elfica della Signora delle Camelie, ma poi ovviamente è diventata tutt'altra cosa. Tutti quei veli fanno svolazz svolazz. E saranno bianchi. Ci sarà tantissimo bianco in quest'illu. Così dovrò colorare meno, bwahahahahaha. *self-sputtanment mode ON*
Tornando al capitolo 3 di BM Pilot, inizialmente doveva essere un capitolo breve di appena 8 tavole, ma poi sceneggiando mi sono accorta che anche il capitolo seguente avrebbe contato 8 tavole...! °C° Alché ho deciso che sì, forse era il caso di accorparli. Ergo il lavoro è raddoppiato. Oh beh. Al termine del terzo capitolo avremo uno speciale sui capelli di Hyarmen, per i quali la sottoscritta ha una specie di feticismo. *pettina pettina Hyar con aria da maniaca sessuale °ççççç°*
Che bella bambolina sarebbe Hyar, se non parlasse.


blaterato da Enrychan di martedì, 03 giugno 2008 alle ore 09:57 | link | commenti (11)