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« And what is to transcend? To realize that nothing is true and everything is permitted. That laws arise not from divinity but through fate. I realize now that our creed demands us not to be free, but to be wise.»
(from Assassin's Creed)

Enry o Enrychan, età compresa tra i 18 e i 1000 anni (fate vobis). Disegna fumetti. Ama le cose epiche. Ama Assassin's Creed. Detesta i pomodori e il pesce. Legge, scribacchia, frigna, fangirla, squittisce di tanto in tanto, distribuisce morsi a destra e a manca, ma se chiedete di lei è molto più probabile che stia dormendo da qualche parte.

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Diadainconsupertrafra!°CCCCCC°

Niente. Così. Mi erano venute in mente le preposizioni. Ah, ho ripreso a disegnare, tra le altre cose. Non che c'entri qualcosa.

Questo è un post che dovevo scrivere da tipo venerdì scorso, ma non avevo palle in pratica. Comunque sia, andai a vedere la Tosca in Arena, quindi commentino, sì? In realtà ho visto rappresentate in Arena altre tre opere (Rigoletto Traviata Bohème) ma fondamentalmente mi tirava commentare (soprattutto la Traviata che fu uno sfacelo totale e assoluto; per quanto riguarda il Rigoletto invece fu troppo bello e avrei dovuto scrivere poemi, e anche no; la Bohème... non c'avevo voglia e basta).

Comunque sia, dai, due paroline.

LE GRADINATE SONO SCOMODE E IO LE ODIO. Non puoi appoggiare la schiena perché hai le gambe delle persone dietro, non puoi allungare le gambe perché hai la schiena delle persone davanti, ti cuoci il culo a fuoco lento perché la pietra ti rilascia simpaticamente tutto il calore assorbito durante il giorno, rischi di farti calpestare ogni tre per due da tutti i venditori di bibite DVD CD libretti gelati cuscini del circondario. Ma i soldi per il cuscino non glieli ho dati, no! °C° Mi sono portata i cuscini da casa, epporcavaccazozza! °C° Oh! °C° *braccino corto rulez*

Comunque. Sono stata molto contenta dello spettacolo, in generale. La scenografia era particolare ma non brutta. C'era questo ENORMEH busto classico a metà tra Ottaviano e Alessandro, e alla sua destra un ENORMEH braccio che reggeva una ENORMEH spada piegata verso il basso, e alla sua sinistra un'altra ENORMEH mano che era semplicemente lì e non sapeva neanche lei esattamente cosa ci stesse a fare (nella scena iniziale funge da altare. WTF?!). C'erano poi cannoni che sparavano a salve e dietro il busto una scenografia che ogni tanto si apriva e sbucavano dei vescovi con gli abitini tuuuutti sbrilluccicosi. Il primo sparo a salve mi ha tolto tipo dieci anni di vita ma va bene lo stesso. Ogni tanto ci vuole una scossetta nella vita.

Molto spettacolare la scena corale (Tre sbirri... una carrozza... presto), boom e kaboom dei cannoni a destra e a manca, fumo, fuochi d'artificio, vescovi sbrilluccicosi da ogni parte, scenografia che si apriva, luci della ribalta Minni Topolino Paperino e chi più ne ha più ne metta, peccato che Scarpia praticamente non si sentiva. La scena in cui cerca di saltare addosso a Tosca è stata un po' una sofferenza perché pareva un monologo di Tosca e ciò era molto molto triste.

Invece sia Tosca (Hui He) che Cavaradossi (Carlo Ventre) erano BRAVISSIMI, meravigliosi, e si sentivano in modo chiaro, limpido e distinto fin sulle gradinate. Una vera fortuna di cui sono stata sinceramente grata (la Traviata fu da incubo anche perché non si sentiva una eva; due ore di niente °_*). La romanza E lucean le stelle ha ricevuto così tanti applausi che il poveretto non riusciva a procedere. XD Si è rassegnato al bis. Ho piagnucolato. Ho rischiato un paio di volte di scivolare coi sandali sui gradini e di finire direttamente in platea prima di riuscire a guadagnare l'uscita. Sono tornata a casa cantando beatamente VISSI D'ARTEEEEE VISSI D'AMOOOOOREEEEEE...! °CCCCCCC°

E' stato bello.*_* L'anno prossimo si rifà.


blaterato da Enrychan di martedì, 29 luglio 2008 alle ore 19:41 | link | commenti (3)







Alur alur alur. Oggi miei teneri pargoletti iniziamo uno step by step su come realizzare una tavola manga, ok? Ok. Io parlo e voi pendete dalle mie labbra. Siamo d'accordo. Prima di iniziare, come al solito, leggere attentamente il foglietto illustrativo e tenere fuori dalla portata dei bambini.

Primo: dal momento che non dispongo di retini veri, e che fare le tavole a mano per poi scansionarle, importarle e retinarle arghfaticamaanchenoh, uso Mangastudio per fare tutto quanto. Se siete bravi bimbi compratelo, se siete bimbi cattivi scaricatevelo. Io? Io sono una brava bambina. Naturalmente.

Secondo: ci sono SICURAMENTE metodi più furbi per usare Mangastudio. Esistono una miriade di funzioni che non conosco e che non ho neanche palle di studiare; come ad esempio quella per creare automaticamente la griglia delle vignette, che invece preferisco realizzare a mano. Comunque sia, se volete fare i fighetti in rete ci sono tutorials più tecnici come questo qui, per cui io me ne strafrego, gnégnégné.

Terzo: non starò ad elencarvi ogni volta il percorso da fare per scegliere uno strumento o per selezionare un retino e stenderlo, o che altro, perché mi tira. Per queste cose plebee vi rimando al tutorial di cui sopra.<3

Detto questo andiamo a incominciare.

1. TEH SCENEGGIATURAH °C°

La base di un fumetto è la sceneggiatura, naturalmente. Per stendere una sceneggiatura dovete minimo avere in mente una storia, e come tutti i bravi scrittori sanno, una storia è formata da inizio svolgimento e fine; in teoria bisognerebbe conoscere tutte e tre le fasi prima ancora di prendere in mano la penna. In teoria. Perché, com'è noto, molti mangaka giapponesi partono conoscendo solo inizio e una parte dello svolgimento del loro manga, poi se questo ha successo la fine non si vede più per tipo vent'anni. Comunque dal momento che noi siamo gli sfigatini del villaggio che stanno ancora imparando, facciamo le cose per benino e diciamo che abbiamo in mente una trama completa. A questo punto si stende la sceneggiatura, che non vuol dire romanzo, e nemmeno poema epico. Ora, se volete imparare come si fa una superfiga sceneggiatura all'italiana esistono le scuole di comics. Bye bye au revoir divertitevi. Se invece vi accontentate del mio metodo, eccolo qua.

Io parto già dividendo i dialoghi e gli avvenimenti per tavole, scrivendoci sopra il numerino: in questo modo so più o meno regolarmi su quanto lunga sta venendo quella scena, ecc. Sotto il numerino della tavola scrivo i dialoghi preceduti dal nome o da un'abbreviazione del nome di chi sta parlando; i pensieri li metto tra parentesi tonde, mentre gli avvenimenti, descritti sinteticamente, li metto tra parentesi quadre.

E' chiaro che per procedere qui bisogna avere già in mente la scena e più o meno come sarà divisa tra le tavole. Cercate di costruirle mentalmente mentre state sceneggiando; con un po' d'esercizio ci si riesce. In ogni caso siamo ancora in una primissima fase, quindi anche una volta passati al namenote potremo andare a modificare la sceneggiatura in modo che si adegui meglio allo sviluppo del lavoro.

2. NAME NO NAME & NAMENOTE °C°

Il name no name non sono altro che le miniature delle tavole, che servono ad avere un'idea di come si presenterà nell'insieme il nostro manga. L'utilità della cosa è sopratutto relativa al fatto che spesso si tende a ripetere uno stesso impianto oppure lo stesso orientamento delle vignette su più tavole; in particolare se queste sono vicine il lettore potrebbe accorgersene: non sarebbe gradevole, no no.èCé Il name no name ci permette di accorgerci di eventuali sviste simili. Le mini-tavole del name no name non vanno disegnate singolarmente ma in coppia, proprio come apparirebbero in un volumetto stampato, così ci si rende conto se l'impianto di due tavole accostate (destra+sinistra) è buono e si presenta bene. Nel caso facciate le tavole a mano naturalmente servirà un foglio bianco a parte per realizzare il name no name, mentre con Mangastudio è lo stesso namenote a fungere da name no name, se visto da lontano (per la spiegazione del namenote vedi più sotto). Ah, se vi chiedete perché i numerini delle tavole sono messi "al contrario" è perché Mangastudio ha di default il senso di lettura giapponese, e io personalmente lo seguo pure. Gugaaaah.

Ora, giusto per capirci, i miei abbozzi, o meglio i miei scarabocchi, sono per lo più totalmente incomprensibili, cosicché mi ci raccapezzo praticamente solo io (però recentemente ho scoperto che anche kirucci riesce a decifrarli, che figata <3), per cui non ci badate troppo. Strada facendo diventeranno più chiari. Beh, si spera. Si spera sempre.

Se state disegnando a mano, a questo punto dovete passare al namenote (se invece usate Mangastudio, il namenote sarà già fatto). Il namenote sono le stesse tavole che abbiamo disegnato in piccolo, solo che stavolta le disegnamo in GRANDEH. \°C°/ Ovverosia a grandezza naturale. Per coloro che disegnano a mano: non usate il vostro foglio da disegno figo per questa fase del lavoro; piuttosto ricorrete ai fogli bianchi da fotocopiatrice: questo perché probabilmente dovrete cancellare e correggere spesso e quindi è sconsigliabile usare il supporto cartaceo della tavola definitiva. Non preoccupatevi di rifinire i particolari: a questo punto ci interessa prevalentemente la composizione. L'impianto delle tavole l'abbiamo già in parte deciso col name no name, ma possiamo ancora cambiarlo, se ci accorgiamo che non ci soddisfa. Per coloro che usano Mangastudio: occhio ai segnalini blu predisposti sulla tavola, indicano i margini. Con questa immagine vediamo di chiarire questo problema.

Ho segnato in ROSSO il TERMINE MASSIMO della tavola, ossia tutto ciò che è fuori verrà tagliato una volta esportata e/o stampata la tavola. Queste linee rosse in realtà nel programma non esistono: dovete un po' immaginarle congiungendo i segnalini azzurri sugli angoli (non quelli posti a metà strada). Comunque sia è sempre meglio arrivare con disegni e retini almeno leggermente fuori da questo margine, in modo da stare sicuri di non avere bordini bianchi una volta esportata la tavola. Quanto invece al riquadro interno della tavola (in blu) è quello entro cui dovrebbero stare i baloons coi dialoghi.

A questo punto chi lavora a mano può prendere in mano la propria tavola e cominciare a lavorare a matita leggerissima. Noialtri che lavoriamo con Mangastudio invece aggiungiamo un livello superiore a quello del namenote, e cominciamo a disegnare sulla base del precedente abbozzo, questa volta rifinendo e aggiungendo i dettagli.

Iniziamo così la fase delle matite, di cui vi parlerò la prossima volta perché ora mi sono scassata los cojons.\°C°/ Byez.


blaterato da Enrychan di venerdì, 25 luglio 2008 alle ore 11:40 | link | commenti (13)







Sì, insomma, ero partita con l'idea di postarvi Pindaro per indurvi a piangere con me fino a prosciugarvi, come sto facendo io da due settimane a questa parte (non trovo giusto né democratico, dopotutto, che la sindrome di Stendhal colpisca solo alcune persone e non altre, insomma, o tutti o nessuno), però poi ho capito che stavo andando a buttare perle ai porci e quindi niente. Non vi sto dando dei porci, dai. Sto dicendo che le cosebbelle non dovrebbero stare in rete. Dove possono vederle TUTTI. E' qualcosa di oltremodo sconcio. Perché "tutti" è troppo, decisamente troppo. Sono una schifosa elitaria e l'unica cosa che vi consiglio è di alzare il culo e andarvi a comprare un qualsiasi libro decente di letteratura greca, in genere Pindaro lo trovate senza scartabellare troppo. Ma tanto so che non lo farete e in fondo non mi dispiace.<3 *abbraccia con amore i suoi lirici*

Ho pressoché deciso che sarà Storia dell'Arte con indirizzo archeologico. E' una scelta straziante, ma sto cedendo, sento che sto cedendo. Letteratura greca, Letteratura Latina, Storia della tradizione classica, Etruscologia e antichità italiche, insomma, potrei morire per molto, molto meno. Snajhdsahgkdghbwdnwuehfw.

Parlando invece di manga e simili, sto attraversando una fase di nulla totale, vuoto pneumatico o come volete chiamarlo, accompagnato da una picchiata verticale per quanto riguardala mia personale considerazione sia  delle produzioni nipponiche, sia del pubblico delle stesse qui da noi. Insomma, per la maggior parte quest'ultimo è composto da caproni che si sbevacchiano una serie di trame trite e ritrite per non dire esteticamente abominevoli, blaterando di tanto in tanto: solo i giappolandesi sanno fare fumetti, gargargar!°C° La sola idea di essere confusa con codesta gente mi fa rivoltare le budella sottosopra e da destra a manca. Ugh. Quanto ai giappi, hanno trovato la gallina dalle uova d'oro e fanno bene a sfruttarla, indubbiamente. Io farei lo stesso. Comunque rode che dillà pubblichino chiunque (e dico chiunque, zio cristoforo colombo) mentre diqqua si devono fare i tripli salti mortali con avvitamento all'indietro per ritagliarsi un misero spazietto virtuale. La verità, alla fine della fiera, è che sono stufa. Mi sembra di avere corso fino ad ora su un tapirulan, e insomma, correre nononofaticadecisamentenoh. Specialmente se non si va da nessuna parte. Ci sono poi delle personcine veramente deliziose, di cui forse in futuro vi racconterò qualcosina, che contribuiscono allegramente ad appesantire la già splendida situazione.

Ma in fondo a me frega anche poco. Io ho Pindaro.<3

 

Edit: oh, sì. C'è della nuova robagghei qui. Beh, se avete l'accesso, naturalmente.


blaterato da Enrychan di mercoledì, 23 luglio 2008 alle ore 16:46 | link | commenti (7)







Arieccoci, dopo una discreta attesa, con il secondo capitolo di BloodyMoon Pilot Arc! Da oggi il manga è anche su enrysite.it! Cliccate sull'immi e buona lettura! >w<

Riassunto delle puntate precedenti XD
L'elfo scassapalle Hyarmen e l'umano inespressivo Arwan giungono a Idrilen, una città famosa per i suoi casinò, gestiti dal cinico signor Kayl. Qui incontrano Lostan, un vecchio amico di Arwan, che sembra conoscere qualcosa del passato del ragazzo, di cui invece Hyarmen è completamente all'oscuro. Abbiamo lasciato i due uomini a parlare alla locanda, mentre Hyarmen si è avviato verso una delle case da gioco...


blaterato da Enrychan di domenica, 20 luglio 2008 alle ore 09:41 | link | commenti (8)







Qualche cosa a caso, via, giusto perché mi sento molto comunicativa ultimamente (???).

Mi sono data alla piscina. Ho scoperto di avere perso un sacco di fiato. Recupererò. Mi sono abbronzata leggendo romanzi bellissimi di cui forse se ne avrò palle vi parlerò, e ho ignorato un bordello di stupidi fighetti quindicenni. Mi sono anche data al giardinaggio, sebbene non abbia mai avuto il pollice verde. Ho potato, legato, tagliato, sistemato, pulito. Ho piantato paletti. E ho piantato anche due rosai. Erano in SCONTO! Del 30%!!;_; <il suo radar per i libri in offerta, a quanto pare, si sta estendendo anche ai fiori. Con la ferma speranza che forse questa volta riuscirò a non ucciderli prima dell'inverno. Forse.

Fotine perché so che non potete farne a meno.

Sono belli. Ditemi che sono belli.

Poi. Questa cosa mi sta uccidendo lentamente e dolorosamente e io odio Zen con tutto il mio cuoricino. Minimo di conoscenza di Monkey Island necessario per capire di che si tratta, e se non conoscete MI scaricatevi i giochi, ignoranti!

I wanna be a pirate. I WANNA BE A PIRATE!!

jdashfaghfavbewykufwbcòfdvjsfdnvjskdfvcjafbhadfbhdh

*rotola a terra in preda agli spasmi*

*si ricompone*

*torna al pc*

Per il resto dormo. Dormo un sacco. E spuccio personcine morte da duemila anni. E rivoglio il mio libro di grammatica greca. DOV'E' IL MIO LIBRO DI GRAMMATICA GRECA LO RIVOGLIO INDIETRO DOVE L'AVETE NASCOSTO STRONZI?!! ;____;

Non disegno. Non chiedetemi a quando la prossima tavoluccia o a quando la prossima illustrazioncina. Niente tavoluccia, niente illustrazioncina. Scrivo. Almeno una parola e mezza al giorno. Wow.

// Edit del giorno dopo //

Ho aggiornato il mio sito con un nuovo layout e siete tutti tenuti ad andare ad ammirarlo e a congratularvi con me.Seguirà un edit numero 2. Per colpa di questo essere ignominioso qui.

// Edit numero 2 //

Tutta colpa sua. Sua!! E ho dovuto scartare I tre moschettieri. Io odio gu, sappiatelo.

1. Scegliere i propri CINQUE libri preferiti e ricopiarne la prima pagina.
2. Passare il meme a cinque sventurati.

Immagine di Il conte di Montecristo

Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Notre-Dame-de-la-Garde segnalò l'arrivo del trealberi Pharaon, proveniente da Smirne, Trieste e Napoli.
Come al solito, un pilota costiero partì subito dal porto, scoteggiò il castello d'If e salì a bordo della nave fra il capo Morgiou e l'isola di Rion. E subito, come al solito, la spianata del forte Saint-Jean si riempì di curiosi, poiché a Marsiglia è sempre un avvenimento di grande interesse l'arrivo di un bastimento, soprattutto quando, come nel caso del Pharaon, si sapeva costruito, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée, ed era di proprietà di un armatore della città.
Intanto il bastimento avanzava e aveva felicemente superato lo stretto, aperto da qualche scossa vulcanica fra l'isola di Calasareigne e quella di Jaros; aveva poi oltrepassato Pomègue, procedendo sotto la spinta delle sue tre vele, del fiocco e della randa, ma così lentamente, e con andatura così triste, che i curiosi, con quell'istinto che presagisce sempre le disgrazie, si domandavano cosa fosse accaduto a bordo.
Tuttavia gli esperti di navigazione capivano che, se era capitata una disgrazia, non riguardava il materiale del bastimento, il quale, anche se lentamente, avanzava come una nave governata con perizia. L'ancora era stata gettata, i pennoni di bompresso abbassati, e accanto al pilota che si preparava a dirigere il Pharaon nella stretta entrata dei Marsiglia c'era un giovane svelto, che con occhio attento sorvegliava ogni movimento della nave e ripeteva gli ordini del pilota.

Ovviamente, Il conte di Montecristo di Dumas. Sono prevedibile. Se papino Dumas fosse vivo non so se farebbe ancora lo scrittore, ma indubbiamente farebbe il regista cinematografico.

Immagine di Il Signore degli Anelli

Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione.
Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant'anni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea. Le ricchezze portate dal viaggio erano diventate leggendarie, ed il popolo credeva, benché ormai i vecchi lo neghino, che la collina di Casa Baggins fosse piena di grotte rigurgitanti di tesori. E, come se ciò non bastasse, ad attirare l'attenzione di tutti contribuiva la sua inesauribile, soprendente vitalità. Il tempo passava lasciando poche tracce sul signor Baggins: a novant'anni era tale e quale era stato a cinquanta; a novantanove incominciarono a dire che si manteneva bene: sarebbe stato più esatto dire che era immutato. Vi erano quelli che scuotevano la testa, borbottando che aveva avuto troppo dalla vita: non sembrava giusto che qualcuno possedesse (palesemente) l'eterna giovinezza ed allo stesso tempo (per fama) ricchezze inestimabili.
« Sono cose che dovremo scontare », dicevano; « non è secondo natura, e ci porterà dei guai! »
Ma finora guai non ve ne erano stati, ed essendo il signor Baggins generoso, la gente gli perdonava facilmente le sue stranezze e la sua fortuna. Mantenne i rapporti con i parenti (eccetto naturalmente i Sackville-Baggins) e contava molti devoti ammiratori fra la gente umile e ordinaria. Ma non ebbe amici intimi fin quando alcuni suoi giovani cugini non incominciarono a diventare grandi.
Il maggiore ed il preferito era Frodo Baggins. A novantanove anni Bilbo lo adottò e lo portò con sé a Casa Baggins, e tutte le speranze dei Sackville-Baggins sfumarono. Si dà il caso che tanto Bilbo quanto Frodo festeggiassero il compleanno il 22 settembre.
« Sarebbe meglio che tu venissi a stare da me », disse un giorno Bilbo, « così potremmo festeggiare insieme i nostri compleanni ».

Il Signore degli Anelli di zietto Tolkien (ma dai?). Zietto è viscido ma lo amo lo stesso.

Immagine di Il fu Mattia Pascal

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno dei miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
«Io mi chiamo Mattia Pascal.»
«Grazie, caro. Questo lo so.»
«E ti par poco?»
Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorrenza:
«Io mi chiamo Mattia Pascal.»
Qualcuno vorrà bene compiangerli (costa così poco), immaginando l'altroce cordoglio d'un disgraziato, al quale avvenga di scoprire tutt'a un atratto che... sì, niente, insomma: né padre, né madre, né come fu o come non fu; e vorrà pur bene indignarsi (costa anche meno) della corruzione dei costumi, e dei vizi, e della tristezza dei tempi, che tanto male possono esser cagione a un povero innocente.
Ebbene, si accomodi. Ma è mio dovere avvertirlo che non si tratta propriamente di questo. Ptrei qui esporre, difatti, un albero genealogico, l'origine e la discendenza della mia famiglia e dimostrare come qualmente non solo ho conosciuto mio padre e mia madre, ma e gli antenati miei e le loro azioni, in un lungo decorso di tempo, non tutte veramente lodevoli.
E allora?
Ecco: il mio caso è assai più strano e diverso; tanto diverso e strano che mi faccio a narrarlo.

Pirandello, Il fu Mattia Pascal. Pirandello ha una penna sexy.

Immagine di Memorie di Adriano

"Mio caro Marco
Sono andato stamattina del mio medico, Ermogene, recentemente rientrato in Villa da un lungo viaggio in Asia. Bisognava che mi visitasse a digiuno ed eravamo d'accordo per incontrarci di primo mattino. Ho deposto mantello e tunica; mi sono adagiato sul letto. Ti risparmio particolari che sarebbero altrettanto sgradevoli per te quanto lo sono per me, e la descrizione del corpo d'un uomo che s'inoltra negli anni ed è vicino a morire di un'idropisia del cuore. Diciamo solo che ho tossito, respirato, trattenuto il fiato, secondo le indicazioni di Ermogene, allarmato suo malgrado per la rapidità dei progressi del male, pronto ad attribuirne la colpa al giovane Giolla, che m'ha curato in sua assenza. E' difficile rimanere imperatore in presenza di un medico; difficile anche conservare la propria essenza umana: l'occhio del medico non vede in me che un aggregato di umori, povero amalgama di linfa e di sangue. E per la prima volta, stamane, m'è venuto in mente che il mio corpo, compagno fedele, amico sicuro e a me noto più dell'anima, è solo un mostro subdolo che finirà per divorare il padrone. Basta... Il mio corpo mi è caro; mi ha servito bene, e in tutti i modi, e non starò a lesinargli le cure necessarie. Ma, romai, non credo più, come finge ancora Ermogene, nelle virtù prodigiose delle piante, nella dosatura precisa di quei sali minerali che è andato a procurarsi in Oriente. E' un uomo fine; eppure, m'ha proponato formule vaghe di conforto, troppo ovvie per poterci credere; sa bene quanto detesto questo genere d'imposture, ma non si esercita impunemente per più di trent'anni la medicina.

Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano. Letto la prima volta in autobus, avanti e indietro tra Venezia e Mestre, con la pioggia che batteva sui vetri e Violetta che cantava nelle mie orecchie. Amerò per sempre questo romanzo.<3

Immagine di M

M? M era un pittore. Di lui parla questo libro. Il suo nome era Michelangelo Merisi. Nella sua prima biografia edita, opera di un contemporaneo che l'aveva conosciuto, però è chiamato Amerigi. Nella seconda Merigi. Quando aveva un anno, inoltre, suo padre fu registrato come Merici, e poi, quando aveva cinque anni, Morisi. In documenti della corte romana il pittore è chiamato Merisio, e in un altro documento, risalente a un anno prima della sua morte, Morigi. Ulteriori capricci della lingua scritta mutarono il suo nome in Morisius, Amarigi, Marigi, Marisi, Narigi, Moriggia, Marresi e Amerighi. Quanto a lui, si firmava Marisi.
Gli amici incerti sul suo cognome lo chiamavano semplicemente Michelangelo, o Michele o Michelagnolo, e chi lo conosceva meno o era incerto anche sul suo primo nome, lo chiamava genericamente Caravaggio, dal nome della cittadina in provincia di Bergamo dove quasi di certo non era nato, ma dove aveva trascorso parte dell'infanzia e da cui provenivano le famiglie dei suoi genitori. M nacque con ogni probabilità a Milano, e lì imparò a dipingere. La sua data di nascita è il 1571, anche se i suoi amici, e tutti fino a epoca recente, pensavano che fosse nato nel 1573, perché, quando si recò a Roma, imbrogliò sull'età togliendosi un paio d'anni. Il genio era più apprezzato se era giovane e, a Roma, M era un esordiente un po' in ritardo, ancora sconosciuto quando altri pittori suoi coetanei avevano già fatto carriera e lo impiegavano in lavori alla catena di montaggio. Morì nel 1610, probabilmente il 18 luglio, in una località non identificata. Il suo corpo non fu mai trovato. Nessuno fu testimone della sua morte, o se qualcuno lo fu, non parlò.

Peter Robb, M, L'enigma Caravaggio. Accurato, ironico, graffiante e dissacrante: come Michelangelo.

Che faticah. Siccome non voglio soffrire da sola, taggo Lau Kirucci Isil Zen e Mel (che me ne deve ancora uno). Bwahahahahahaha. Odiatemi pure.


blaterato da Enrychan di giovedì, 17 luglio 2008 alle ore 22:26 | link | commenti (11)







Ho smarrito un Omino del Malleolo. Chiunque lo avvisti è pregato di avvertirmi, avrà la mia gratitudine eterna e un bacino virtuale.
Omino del Malleolo, torna da me. Il blog non è più lo stesso senza di te.

blaterato da Enrychan di venerdì, 11 luglio 2008 alle ore 14:54 | link | commenti (2)







Kyakyaaa~
Volevo provare una cosa nuova, cioè colorare senza lineart e pasticciando un po' di neri profondi. Mi sono divertita da matti!~ Era da un bel po' che non scarabocchiavo a casaccio, mi ero dimenticata quanto fosse splendido. Ti si rifresca la mente! °C*
E' uscita una versione oscura del mio piccolo (??) Arwan. Si pronuncia "Arvan", eh!°° Guai a voi! Ve meno!°°/
Va bene, basta sproloqui inutili.
Beh, spero che vi piaccia, addio ~
(Ehi, non ho copincollato i commenti su DA perché mi tirava postare. Davvero. Non mi credete?)

 

// Edit del giorno dopo //

Sto collezionando le cose che vengono fuori su questa illustrazione. Le amo tutte. Convidiamole con gioia.
(ATTENSCION PLIS: se vi ritrovate nella lista qui sotto, non prendetevela. Non lo faccio con sarcasmo o cattiveria, solo un pochino d'ironia. Ridiamoci sopra. Io lo sto facendo già per conto mio. Vi voglio bene. Beh, quasi a tutti. XD)

1) Mi ricorda un sacco Hideaki Ito!!!
2) Arwan, hai mai pensato ad una carriera nei Nine Inch Nails?
3) Sembra uscito da qualche superfantastico telefilm americano d'avanguardia.
4) Ahah oddio! assomiglia a un mio amico XD (<-qui siamo piuttosto fortunati nelle amicizie XD)
5) He looked like Dr. Kovac from E.R. on the front page! (trad: Sulla prima pagina sembrava il Dr. Kovac da E.R.!)
6) I betcha he's getting ready to kill some bitches! (trad: Scommetto che si sta preparando ad uccidere qualche stronzo/puttana!)
7) Ha le sopracciglia un po' troppo spesse per i miei gusti.

Attendiamo con ansia nuovi gustosi apporti. XD


blaterato da Enrychan di mercoledì, 09 luglio 2008 alle ore 14:48 | link | commenti (13)







 

E lucevan le stelle
ed olezzava la terra...
Stridea l'uscio dell'orto
e un passo sfiorava la rena...
Entrava ella fragrante...
Mi cadea tra le braccia...
O dolci baci, o languide carezze
mentr'io fremente le belle forme disciogliea dai veli...
Svanì per sempre il sogno mio d'amore.
L'ora è fuggita, e muoio disperato!
E non amato mai tanto la vita!

(Tosca, G.Puccini)

 

Piangete con me, razza di insensibili!ç_ç *frigna*


blaterato da Enrychan di sabato, 05 luglio 2008 alle ore 21:08 | link | commenti (4)







Mi rendo conto che ultimamente la capacità di comunicazione del mio blog è calata ai minimi storici. Non è esattamente una cosa voluta; oppure forse sì, non saprei affermarlo con esattezza. Comunque sia, se avete voglia di sapere i cazzi miei, eccoci qui. Sto in una fase un attimo problematica, almeno nei confronti del disegno, indotta naturalmente dalle musate e dalle craniate che continuo a procurarmi un po' ovunque, in piccola parte involontarie, in massima parte provocate da me medesima, lo ammetto. D'altro canto si dice che chi non risica non rosica, ma bisogna anche dire che risicando si rosica poco e ci si fa tanta tanta bua - almeno se il soggetto in questione è la sottoscritta. Oramai sono pressoché convinta di avere la parola SFIGATA stampata a caratteri cubitali al neon (roooosa) proprio qui, in fronte, bella lampante. Credo di avere commesso una serie di errori da dieci anni a questa parte, e non è che a questo punto possa granché porvi rimedio; certo è che non posso nemmeno stare ad aspettare ancora a lungo cose che non verranno mai (perché ormai direi che almeno questo l'abbiamo quasi assodato); inoltre la vuota testardaggine risulta sempre molto, molto antiestetica. Ma d'altro canto, ehi, sono un capricorno io, ho le mie prerogative. Però, ecco. Credo che il capricorno che è in me ultimamente abbia sbattuto la capoccia in giro una o due volte di troppo, quindi è momentaneamente indisposto. Commozione cerebrale. Come già ho avuto modo di dire, anche le palle quadre si smussano, sempre che sia poi vero che io ne sia provvista. Anzi, forse sarebbe il momento di chiarire una cosa: io non sono teh pezzo di ferro. Lo dico perché credo di avere dato quest'immagine, finora, più o meno volontariamente (è comoda, senza dubbio, ma forse un po' pesantina). Quello che intendo è che non mi si può dire qualunque cosa che tanto mi passa come acqua fresca, o che tanto ehi, te sei una figa, te ne sbatti, che brava che sei voglio essere come te. No. Mi capita a volte di soffrire perfino per qualcosa uscito dai denti di una persona che non conosco neppure - l'avreste mai detto? Sì, io, la Lady delle Palle Quadre! Il motivo naturalmente in questo caso non sta nella persona, ma nell'oggetto della frase o dell'affermazione o della critica. Ma stiamo divagando, e non sto ad approfondire perché sarebbe davvero infantile nonché terribilmente - di nuovo - antiestetico, per cui al massimo mi permetto di andare a sbrodolare queste schifezze in privato con le personcine adibite (volenti o nolenti) allo scopo. XD Tutto questo senza contare, inoltre, che negli ultimi tempi vedo cose che fanno inorridire almeno una parte di me, mentre l'altra si limita a commentare qualcosa a proposito delle persone e dei frullatori. Anche qui non approfondisco perché credo che finirei con l'urtare qualcuno, ma dico solo che non è giusto. C'è chi si fa un mazzo tanto per cercare di raggiungere uno scopo, solo e unicamente quello scopo - e non si tratta di ciao sono valentina e voglio fare la velina! (con tutto il rispetto per tutte le valentina d'Italia, ho preso un nome a caso che facesse rima, comprendete) - e l'unica cosa che alla fine si ottiene è di vedersi sorpassati da persone che non hanno niente, niente di più (se mai meno, meno!) ma per un motivo o per l'altro ti hanno bellamente scavalcato. C'è l'amico dell'amico dell'amico, e quello che stava al posto giusto al momento giusto. Cose trite, cose risapute, ma che in un qualche modo, in un qualche fastidiosissimo modo, continuano a bruciare al di là di tutto l'apporto razionale che uno vuol metterci per affrontarle. Non dico che non sia invidia, la mia: dico che non è solo invidia. E su questo posso mettere la mano sul fuoco.


blaterato da Enrychan di mercoledì, 02 luglio 2008 alle ore 22:31 | link | commenti (6)