« And what is to transcend? To realize that nothing is true and everything is permitted. That laws arise not from divinity but through fate. I realize now that our creed demands us not to be free, but to be wise.»
(from Assassin's Creed)
Enry o Enrychan, età compresa tra i 18 e i 1000 anni (fate vobis). Disegna fumetti. Ama le cose epiche. Ama Assassin's Creed. Detesta i pomodori e il pesce. Legge, scribacchia, frigna, fangirla, squittisce di tanto in tanto, distribuisce morsi a destra e a manca, ma se chiedete di lei è molto più probabile che stia dormendo da qualche parte.
Music
X-Ray Dog Revolutionary Mix
Wishlist
Finire la sessione d'esami estiva Finire la sessione d'esami invernale Finire BM Pilot 6 Finire BM Pilot 7 Assassin's Creed II Assassin's Creed Bloodlines Assassin's Creed Lineage Assassin's Creed Renaissance Finire BM Pilot... ...e farlo stampare! Lucca Comics 2009 :Q__ Finire le 12 tavole di Achilleùs Rifare il capitolo pilota di Nemo Cain Occidat Finire l'artbook di BloodyMoon!
Siccome i miei post stanno assumendo significati sempre più intensi e profondi, direi di completare il ciclo con un po' di sana pubblicità non richiesta. Tra l'altro è da anni che aspetto che i Blackmore's sborsino qualcosa per la mia opera di evangelizzazione, ma per ora nada. Nell'attesa, cambiamo genere. Convertitevi! =ç=
"Ma allora," ardii commentare, "siete ancora lontano dalla soluzione..."
"Ci sono vicinissimo," disse Guglielmo, "ma non so a quale."
"Quindi non avete una sola risposta alle vostre domande?"
"Adso, se l'avessi insegnerei teologia a Parigi."
"A Parigi hanno sempre la risposta vera?"
"Mai," disse Guglielmo, "ma sono molto sicuri dei loro errori."
"E voi," dissi con infantile impertinenza, "non commettete mai errori?"
"Spesso," rispose. "Ma invece di concepirne uno solo ne immagino molti, così non divento schiavo di nessuno."
U. Eco, Il nome della Rosa
I miei sentimenti per questo libro sono sempre più contraddittori. Ma magari è giusto così.
Io... io io io... io sono commossa. Questa cosa meravigliosa. Comprata ieri. In super-mega-extra sconto. Solo per quel paio di graffi e ammaccatuine sulla copertina...!! *lacrimuccia* Voglio bene a questo libro, lui vuole bene a me, ci guardiamo, ci amiamo. E' qui sulla scrivania di fianco a me in questo momento, ci osserviamo. Ho cominciato a leggerlo tipo mezz'ora dopo essere tornata, perché ero lì lì per divorarlo nel senso più fisico della parola. E' mioh... tutto miooohh... il mio... tesssssorooohhhh.... *lo accarezza*
Ho un attaccamento morboso per questo genere di cose, me ne rendo conto, ma vaffanculo oh. Era solo. Abbandonato. Sullo scaffale del negozio aveva un solo fratellino a fargli compagnia ed era più malconcio di lui. Non potevo lasciarlo lì!;_; Era una questione morale!!;_;
A parte questo. Commentini sul volume 10 di Trigun Maximum (comprato anche questo ieri dopo mesi che non mettevo piede in fumetteria).
ATTENZIONE SPOILERS!! Se state seguendo Trigun Max e non volete sapere cosa accade nel volume 10, non leggete oltre!!
Che il mio amore per i manga stia pericolosamente calando (modello picchiata, proprio) ormai lo sapete. E' da un sacco che non trovo niente che riesca a muovermi qualcosa dentro: l'ultima opera è stata Berserk, che comunque com'è noto in quanto a qualità tende a scendere nei numeri più recenti (restando comunque a ottimi livelli per un manga che procede da decenni). Né Trigun riesce a cambiare la situazione, dal momento che è tutt'altro che una scoperta recente: lo conosco e lo amo da anni. E siccome la sua pubblicazione completa in Italia, prima che fosse ripresa da J-pop, pareva una specie di utopia irrealizzabile, a suo tempo avevo ceduto al fascino sottile e malefico delle scanlations su internet.°_*;;;; Per cui sapevo bene cosa sarebbe accaduto in questo volumetto. Ho esitato a leggerlo. La prima volta che ho guardato, in versione virtuale, le scans con la morte del Reverendo, ho pianto come una fontana benché i dialoghi fossero in giapponese e non ci capissi una mazza. Ho pianto di nuovo leggendo le scanlations in inglese: il doppio, perché stavolta comprendevo quel che dicevano. Vi dirò, mi aspettavo una nuova lacrimuccia anche leggendo la versione cartacea in italiano... ma non ero preparata al nuovo diluvio universale. Si sono aperti i rubinetti. Una visione catastrofica, vi giuro. Per non dire imbarazzante. Nightow non è solo uno dei pochi augori giapponesi che siano riusciti, chi più chi meno, a farmi frignare; resta l'unico capace di commuovermi fino a questo punto, ogni singola volta che rivedo la stessa identica scena. Certo, molto contribuisce che io sia innamorata pazza del Reverendo fin dalla prima pagina in cui comparve, ma faremo finta di non saperlo~ Al di là di questo, sono convinta che sebbene tutti i personaggi di Trigun, perfino quelli femminili (!!!) siano azzeccati e indovinatissimi, il Reverendo costituisca il capolavoro personale di Nightow. Perché è umano. A differenza di Vash, che pure è un uomo splendido, Wolfwood non ha centinaia di anni davanti a sé (anzi, avrebbe avuto una vita molto più breve del normale, per via del farmaco per accelerare il metabolismo che era costretto ad assumere in continuazione), e sente prepotentemente il limite del tempo a sua disposizione. Sente di dover compiere delle scelte che fanno male. Non è capace di seguire Vash nella sua incrollabile capacità di salvare tutto e tutti: ma alla fine la comprende a fondo, meglio di chiunque altro, e probabilmente la desidera con forza anche per sé. Per questo sacrifica qualunque cosa, e infine anche la sua vita, pur di salvare Livio, che pure è suo terribile nemico. "Non dimenticarti di lui", dice Vash. E di sicuro io non lo farò. ;_;
(Sopportate il mio fangirlism. O saltate il post.)
Quando si dice che non si finisce mai di imparare. Scommetto che questa non la sapevate neanche voi: la parola "assassino" viene da un termine persiano che indicava la confraternita degli Hashshashin (oppure Hashishin, Hashashiyyin, Hashasheen). L'etimologia è incerta. C'è chi sostiene che la parola Hashshashin provenga a sua volta da hashish, perché tra le varie forme di condizionamento mentale dei confratelli ci sarebbero stati anche i fiorellini magici. Altri invece fanno derivare il nome della confraternita da Hassan (o Hasan-i Sabbah, più o meno tra il 1034 e il 1124), ovverosia lo Sceicco di Alamut, che sarebbe poi la fortezza-sede principale della confraternita stessa. Hashshashin significherebbe quindi nient'altro che "seguace di Hassan". A proposito di Alamut, il suo nome arabo (Qal‘atu l-Mūt ) significa "Castello della Morte", mentre quello originale persiano (Alah Amut), significa "Nido dell'Aquila" (LOL qui ci sarebbe da dirlo a zietto Martin, che il suo Nido dell'Aquila esisteva davvero). Il nome del protagonista di Assassin's Creed, Altaïr Ibn-La'Ahad significa (guarda che caso!) "Aquila in volo" (oppure, traducendo diversamente, "Figlio di nessuno"). Questa confraternita era il braccio armato dei Nizariti, una setta militante ismailita attiva fra l'VIII e il XIV secolo in Medio Oriente, nata a causa di una disputa nella successione dell'ottavo Imam Fatimida Al Mustansir, scoppiata per via della rivalità tra Nizar e il fratello Mustalī. Hassan si schierò con Nizar (da qui il nome Nizariti) ma la sua fazione venne sconfitta in Egitto, e fu la rottura tra gli ismailiti di Alamut e tutti gli altri. Dal momento che i Turchi selgiuchidi, che avevano delle mire sull'Iran sunnita, costituivano un pericolo costante, gli Hashshashin inaugurarono un periodo di assassinii di personalità importanti, mirati a fiaccare la forza d'attacco nemica. Uno dei primi a cadere sotto la mano di un Assassino fu il visir dei sultani selgiuchidi Nihām al-Mulk nel 1092. In seguito la setta tentò anche di assassinare Saladino durante l'assedio di Aleppo nel 1176, ma altre versioni parlano semplicemente di un'intimidazione nei suoi confronti operata da un Assassino di nome Rashid ad-Din Sinan, che mentre Saladino dormiva entrò nottetempo nella sua tenda e gli lasciò un biglietto sul petto con su scritto "Sei in nostro potere". Da quel momento pare che Saladino abbia sempre tentato di mantenere buoni rapporti con la setta, LOL. In effetti, a parte gli omicidi veri e propri (per i quali la setta preferiva assolutamente l'arma bianca e tendeva invece a disprezzare armi "indirette" quali archi e veleno), pare che una delle loro attività fosse proprio l'intimidazione senza spargimento di sangue. Il tipo si svegliava la mattina e trovava per esempio un pugnale accanto al letto, simpatico no? Inoltre, anche se uno dei dettami della setta era "non versare sangue innocente", si cercava sempre di eseguire gli assassinii in luoghi pubblici e frequentati da molta gente, in modo che tutti potessere vedere il potere degli Hashshashin e temerlo (ora in effetti mi spiego parecchie cose che mi lasciavano un po' perplessa, nel gioco). Nella lista delle "vittime eccellenti" troviamo nomi come Raimondo II di Tripoli (1152), Corrado di Monferrato (1192) e il Principe Edward, più tardi Edward I d'Inghilterra, che però fu solo ferito. L'omicidio di Corrado di Monferrato pare sia stato istigato da re Riccardo Cuor di Leone in persona! Quanto alla setta, il suo potere venne successivamente annientato dai Mongoli di Hulagu Khan e nel 1256 durante l'assedio di Alamut la biblioteca della roccaforte, contenente tutti i dati più importanti della confraternita, venne data alle fiamme (;_;), fatto per il quale ancora oggi la setta è avvolta da un alone di mistero per noi. Guh.
L'elfo scassapalle Hyarmen e l'umano inespressivo Arwan sono giunti in una città rinomata per i suoi casinò, gestiti dal cinico signor Kayl. Qui hanno incontrato un vecchio amico di Arwan, Lostan, che pare conoscere qualcosa del passato del protagonista, di cui invece Hyarmen è all'oscuro. Dopo averlo tratto dagli impicci in uno dei casinò di Kayl, Lostan conferma a Hyarmen che Arwan gli nasconde molte cose. Nel frattempo, il signor Kayl ordina a Lostan di rapire e uccidere la figlia di un vecchio debitore insolvente. Quando costui si sveglia nella notte dopo aver avuto un incubo, trova le sbarre di ferro alla finestra della camera della figlia sono piegate, e la ragazzina è sparita. Arwan viene a sapere per caso del fatto e, intuito che nella faccenda deve c'entrare l'amico dalla forza prodigiosa, si mette sulle sue tracce. Lostan intanto, dopo una nuova visita da Kayl, torna nei boschi dove ha nascosto la ragazzina, e qui i due vecchi amici finalmente si fronteggiano.
ATTENZIONE: sono ufficialmente iscritta alla specialistica, quindi da ora in poi cercherò di concentrarmi più sugli esami che sul disegno. Ergo potrebbe passare più tempo del solito tra un capitolo e l'altro. Abbiate pazienza. \*_*/