« And what is to transcend? To realize that nothing is true and everything is permitted. That laws arise not from divinity but through fate. I realize now that our creed demands us not to be free, but to be wise.»
(from Assassin's Creed)
Enry o Enrychan, età compresa tra i 18 e i 1000 anni (fate vobis), una fissa che le si è attaccata al cervello dagli ultimi dieci a questa parte: disegnare fumetti in stile manga. Ama le cose epiche. Ama Assassin's Creed. Detesta i pomodori e il pesce. Disegna, legge, scribacchia, frigna, fangirla, squittisce di tanto in tanto, distribuisce morsi a destra e a manca, ma se chiedete di lei è molto più probabile che stia dormendo da qualche parte.
Music
X-Ray Dog Revolutionary Mix
Wishlist
Finire la sessione d'esami estiva Finire BM Pilot 6 Finire BM Pilot 7 Assassin's Creed II Assassin's Creed Bloodlines Assassin's Creed Lineage Assassin's Creed Renaissance Finire BM Pilot... ...e farlo stampare! Lucca Comics 2009 :Q__ Finire le 12 tavole sull'Iliade Rifare NCO capitolo pilota Finire l'artbook di BloodyMoon!
«Cosa fosse quel poter chiudere gli occhi, perdere coscienza di sé, affondare in un vuoto delle proprio ore, e poi svegliandosi ritrovarsi eguale a prima, a riannodare i fili della propria vita, Agilulfo non lo poteva sapere, e la sua invidia per la facoltà di dormire propria delle persone esistenti era un'invidia vaga, come di qualcosa che non si sa nemmeno concepire. Lo colpiva e inquietava di più la vista dei piedi ignudi che spuntavano qua e là dall'orlo delle tende, gli alluci verso l'alto: l'accampamento nel sonno era il regno dei corpi, una distesa di vecchia carne d'Adamo, esalante il vino bevuto e il sudore della giornata guerresca; mentre sulla soglia dei padiglioni giacevano scomposte le vuote armature, che gli scudieri e i famigli avrebbero al mattino lustrato e messo a punto. Agilulfo passava, attento, nervoso, altero: il corpo della gente che aveva un corpo gli dava sì un disagio somigliante all'invidia, ma anche una stretta che era d'orgoglio, di superiorità sdegnosa. Ecco i colleghi tanto nominati, i gloriosi paladini, che cos'erano? L'armatura, testimonianza del loro grado e nome, delle imprese compiute, della potenza e del valore, eccola ridotta ad un involucro, a una vuota ferraglia; e le persone lì a russare, la faccia schiacciata nel guanciale, un filo di bava giù dalle labbra aperte. Lui no, non era possibile scomporlo in pezzi, smembrarlo: era e restava in ogni momento del giorno e della notte Agilulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri di Crobentraz e Sura, armato cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez il giorno tale, avente per la gloria delle armi cristiane compiuto le azioni tale e tale e tale, e assunto nell'esercito dell'imperatore Carlomagno il comando delle truppe tali e talaltre. E possessore della più bella e candida armatura di tutto il campo, inseparabile da lui. E ufficiale migliore di molti che pure menano vanti così illustri; anzi, il migliore di tutti gli ufficiali. Eppure passeggiava infelice nella notte.»
"Ma allora," ardii commentare, "siete ancora lontano dalla soluzione..."
"Ci sono vicinissimo," disse Guglielmo, "ma non so a quale."
"Quindi non avete una sola risposta alle vostre domande?"
"Adso, se l'avessi insegnerei teologia a Parigi."
"A Parigi hanno sempre la risposta vera?"
"Mai," disse Guglielmo, "ma sono molto sicuri dei loro errori."
"E voi," dissi con infantile impertinenza, "non commettete mai errori?"
"Spesso," rispose. "Ma invece di concepirne uno solo ne immagino molti, così non divento schiavo di nessuno."
U. Eco, Il nome della Rosa
I miei sentimenti per questo libro sono sempre più contraddittori. Ma magari è giusto così.
Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow,
Creeps in this petty pace from day to day,
To the last syllable of recorded time;
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death. Out, out, brief candle!
Life's but a walking shadow; a poor player,
That struts and frets his hour upon the stage,
And then is heard no more: it is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing.
(W. Shakespeare, Macbeth)
Fangirlare è faticoso. Ma scrivere sceneggiature yaoi lo è di più.
Niente. Così. Mi erano venute in mente le preposizioni. Ah, ho ripreso a disegnare, tra le altre cose. Non che c'entri qualcosa.
Questo è un post che dovevo scrivere da tipo venerdì scorso, ma non avevo palle in pratica. Comunque sia, andai a vedere la Tosca in Arena, quindi commentino, sì? In realtà ho visto rappresentate in Arena altre tre opere (Rigoletto Traviata Bohème) ma fondamentalmente mi tirava commentare (soprattutto la Traviata che fu uno sfacelo totale e assoluto; per quanto riguarda il Rigoletto invece fu troppo bello e avrei dovuto scrivere poemi, e anche no; la Bohème... non c'avevo voglia e basta).
Comunque sia, dai, due paroline.
LE GRADINATE SONO SCOMODE E IO LE ODIO. Non puoi appoggiare la schiena perché hai le gambe delle persone dietro, non puoi allungare le gambe perché hai la schiena delle persone davanti, ti cuoci il culo a fuoco lento perché la pietra ti rilascia simpaticamente tutto il calore assorbito durante il giorno, rischi di farti calpestare ogni tre per due da tutti i venditori di bibite DVD CD libretti gelati cuscini del circondario. Ma i soldi per il cuscino non glieli ho dati, no! °C° Mi sono portata i cuscini da casa, epporcavaccazozza! °C° Oh! °C° *braccino corto rulez*
Comunque. Sono stata molto contenta dello spettacolo, in generale. La scenografia era particolare ma non brutta. C'era questo ENORMEH busto classico a metà tra Ottaviano e Alessandro, e alla sua destra un ENORMEH braccio che reggeva una ENORMEH spada piegata verso il basso, e alla sua sinistra un'altra ENORMEH mano che era semplicemente lì e non sapeva neanche lei esattamente cosa ci stesse a fare (nella scena iniziale funge da altare. WTF?!). C'erano poi cannoni che sparavano a salve e dietro il busto una scenografia che ogni tanto si apriva e sbucavano dei vescovi con gli abitini tuuuutti sbrilluccicosi. Il primo sparo a salve mi ha tolto tipo dieci anni di vita ma va bene lo stesso. Ogni tanto ci vuole una scossetta nella vita.
Molto spettacolare la scena corale (Tre sbirri... una carrozza... presto), boom e kaboom dei cannoni a destra e a manca, fumo, fuochi d'artificio, vescovi sbrilluccicosi da ogni parte, scenografia che si apriva, luci della ribalta Minni Topolino Paperino e chi più ne ha più ne metta, peccato che Scarpia praticamente non si sentiva. La scena in cui cerca di saltare addosso a Tosca è stata un po' una sofferenza perché pareva un monologo di Tosca e ciò era molto molto triste.
Invece sia Tosca (Hui He) che Cavaradossi (Carlo Ventre) erano BRAVISSIMI, meravigliosi, e si sentivano in modo chiaro, limpido e distinto fin sulle gradinate. Una vera fortuna di cui sono stata sinceramente grata (la Traviata fu da incubo anche perché non si sentiva una eva; due ore di niente °_*). La romanza E lucean le stelle ha ricevuto così tanti applausi che il poveretto non riusciva a procedere. XD Si è rassegnato al bis. Ho piagnucolato. Ho rischiato un paio di volte di scivolare coi sandali sui gradini e di finire direttamente in platea prima di riuscire a guadagnare l'uscita. Sono tornata a casa cantando beatamente VISSI D'ARTEEEEE VISSI D'AMOOOOOREEEEEE...! °CCCCCCC°
E lucevan le stelle
ed olezzava la terra...
Stridea l'uscio dell'orto
e un passo sfiorava la rena...
Entrava ella fragrante...
Mi cadea tra le braccia...
O dolci baci, o languide carezze
mentr'io fremente le belle forme disciogliea dai veli...
Svanì per sempre il sogno mio d'amore.
L'ora è fuggita, e muoio disperato!
E non amato mai tanto la vita!
(Tosca, G.Puccini)
Piangete con me, razza di insensibili!ç_ç *frigna*
«Se oggi il mio maestro Mavrudis fosse a Roma potrebbe condurre a scuola tutti i nostri "geni" modernisti ed insegnare loro che prima di essere cézanniani, picassiani, soutiani o matissiani e prima di avere l'emozione, l'angoscia, la sincerità, la sensibilità, la spontaneità, la spiritualità, farebbero meglio ad imparare a fare una buona e bella punta al loro lapis e poi con quella punta cercare di disegnare bene un occhio, un naso, una bocca o un orecchio.»
(Giorgio de Chirico)
Grazie, Dio, per averci fatto dono di persone sensate, di tanto in tanto (e, no, non ho nulla contro cézanniani, picassiani, soutiani e matissiani - se non capite che cosa intendo dire io o intendeva dire il signore di cui sopra, che minchia ci state a fare nel mio blog?*_*).
Oh no, così farò di nuovo la parte della cattiva di turno. Merda. Ah! No, volevo dire... acciderbolina. Non bene, non bene. Mi sto sempre più accorgendo che al di fuori di una ristrettissima cerchia di persone che più o meno mi conoscono, in un modo o nell'altro finisco sempre a recitare il ruolo della stronza. Sì, voglio dire, è anche possibile che lo sia, indubbiamente. Ma non così tanto!!;_;
Finora ho scoperto che le persone
1) mi trovano spaventosa. Il che è assurdo, a ben pensarci. Sono piccina (ma supero Hyar di ben sei centimetri, attenzione), tondeggiante e porto gli occhiali. Su su, non sono questa creatura mangiauomini che credete (anche se ultimamente azzannerei parecchi uomini; solo che non sto parlando di assassinarli. Le donne per ora sono al sicuro).
2) Mi trovano incredibilmente intelligente, in pratica una essenza sovrannaturale, l'Idea platonica dell'umano intelletto. Ehi, me la cavo anche, ma giuro di non incenerirvi con un raggio laser psichico non appena vi avvicinate a meno di cinque metri dalla sottoscritta. Dico davvero. Al massimo posso lanciarvi il mio leggendario Supremo Attacco Luminoso dei Congiuntivi. Perché secondo me il 98% della mia immagine pubblica è costituita dai congiuntivi: devono essere terrorizzanti a vedersi. Una persona che USA CORRETTAMENTE I CONGIUNTIVI!!°CCCCC° Ma è MOSTRUOSOH.°CCCCC° Ora, lo indovinereste mai? i congiuntivi fanno parte della vostra lingua madre! Potete usarli ANCHE VOI (sempre che sappiate più o meno di che si tratta, ovviamente)! Yeeee festeggiamo!!\°C°/
3) Mi trovano bastarda e antipatica, e su questo punto in effetti ho ben poco da obiettare.
Se volete aggiungere qualcosa all'elenco siete i benvenuti. Wow, mettiamoci pure che dopo questo post molti mi troveranno ancora più stronza, bastarda e antipatica. Vabé, quando uno ha un destino. Però io non sono cattiva, davvero.ç_ç Credetemi.ç_ç Mi credete?ç_ç
Far from the worn path of reason
Further away from the sane
He battles his shadows and demons
Fighting to light the way
And the dust and the dirt cloud his vision
Onward he rides unafraid
He fights the good fight for good reason
A star that refuses to fade
Still he braves his path…
While windmills only laugh
She was wounded and wild when he found her
He saw her through child’s eyes
She fell for the spell he was under
Each day a brand new surprise
And she watches with strange curiosity
She wants so much to believe
Trying to break the chains of reality
Dying to set herself free
Though he may appear tattered and broken
His clothes are shabby and bare
Still he glows like the light from a candle
With passion of one who still cares
There was always a rhyme to the reason
Peering out from tired eyes
The truth finally came in treason
So wrong, but so justified… So wrong but so justified…
Windmills close their eyes…
Nulla turba e sconcerta più di due occhi vani che dimostrino di non vederci, o di non vedere ciò che noi vediamo.
«Perché guardi così?» E nessuno pensa che tutti dovremmo guardare sempre così, ciascuno con gli occhi pieni dell'orrore della propria solitudine senza scampo.
L. Pirandello, Uno, nessuno e centomila
(Provo seriamente dell'attrazione sessuale per la penna di quest'uomo.)
"Era proprio la mia quell'immagine intravista in un lampo? Sono proprio così, io, di fuori, quando - vivendo - non mi penso? Dunque per gli altri sono quell'estraneo sorpreso nello specchio: quello, e non già quale io mi conosco: quell'uno lì che io stesso in prima, scorgendolo, non ho riconosciuto. Sono quell'estraneo che non posso veder vivere se non così, in un attimo impensato. Un estraneo che possono vedere e conoscere solamente gli altri, e io no."
L. Pirandello, Uno nessuno e centomila
(Grazie al cielo ogni tanto, da qualche parte, esistono anche queste persone.)
Se volete saperlo, il problema è che nel mondo ci sono decisamente troppe persone che sanno leggere. Nel senso che riescono a distinguere le lettere l'una dall'altra e metterle in fila in modo da formare parole di senso compiuto, né più né meno. Propongo di tornare alla vecchia cara analfabetizzazione del 97% della popolazione.
Oltre che di chiudere i musei e le mostre al grande pubblico, o almeno di imporre un esame di storia dell'arte da superare per ottenere il privilegio di accedervi. Ma questa è un'altra storia. Forse.
«Non posso essere sempre Lois Lane. Voglio essere anche Superman.»